Luca Pompei è un giornalista professionista che da anni lavora per Rete8, emittente leader in Abruzzo (e messo tra parentesi, anche io nell’altro millennio ho lavorato per alcuni anni come operatore di ripresa e dove ho preso il tesserino di Giornalista pubblicista) e da poco è diventato il Responsabile Social dell’emittente.

Quindi divide la sua giornata nella creazione di contenuti per la televisione ed altri per i social.

E allora l’ho invitato a parlare di come cambia il dare una notizia in TV e come darla sui social. Gli ho chiesto quanto fosse complicato per lui, questo cambio di piattaforma di distribuzione e, ovviamente, di strumenti utilizzati per la produzione video.

E ancora, qual è la reazione degli intervistati, quando lo incontrano con uno smartphone gestito totalmente da lui e magari, il giorno prima, sono stati intervistati dalla troupe professionale di Rete8, con operatore e telecamera professionale.

Insomma, il contenuto si adatta al contenitore, come l’acqua nel passaggio da una bottiglia ad un bicchiere, così il video da orizzontale diventa verticale, la telecamera diventa uno smartphone e il banco di montaggio può essere anche lo stesso smartphone.

Insomma i tempi cambiano, per i giornalisti il MOJO (Mobile Journalism) non è una novità, esiste da più di 20 anni, ma la vera spinta a livello aziendale, arriva dalla diffusione sui social dei video e delle news, dall’esigenza di indirizzare il traffico verso il sito dell’emittente televisiva e dal coprire con una efficacia diversa, tutte le notizie di cronaca che arrivano in redazione.

E allora, prima di augurarvi una Buona visione, voglio ringraziare Luca Pompei, per la disponibilità e le informazioni che ci ha dato.

Ecco la clip, realizzata con:

Smartphone Samsung A71

2 Radio microfoni lavalier (75€)

1 Stabilizzatore Osmo Dji 3 (98€)

1 Stativo da terra (18€)

Power Director App (in abbonamento annuale 36€)