Chi mi segue da un po’ di tempo sa bene che non mi piace parlare di durata dei video, di quella “durata perfetta” della clip che ci fa essere tranquilli di non annoiare e di essere sempre efficaci.

Beh dirò la mia: la durata perfetta non esiste!

Esistono i limiti che le piattaforme impongono ai contenuti video, sono limiti che spesso cambiano e con essi i consigli che in automatico arrivano al creatore di contenuti. Così, se prima FB invitava a fare video brevi di un minuto, più tardi ricordava a chi carica un video che se la clip dura più di 3 minuti l’algoritmo la premia e la propone in organico, quindi senza spendere denaro, a più persone.

Ed ora ? Tutti gli altri video postati da un minuto che faccio li allungo?

Va beh, scherzi a parte, è questo il concetto che cerco di far passare quando dico “utilizziamo la tecnologia (le piattaforme) non facciamoci usare da lei”.

La durata è importante, importantissima direi!

Tutti i creatori di video temono la frase dello spettatore “ma quando finisce?”, che denota stanchezza nel vedere quel contenuto e così cerchiamo sempre di chiudere il video prima che arrivi quella frase a formarsi nel cervello del nostro spettatore.

Ma ce n’è un’altra ugualmente pericolosa, a mio avviso, anche se sembra più accattivante:

“ma è già finito?”

Certo, questa seconda frase ci indica che la stanchezza non è arrivata e questo è un bene, eppure quel “già” ci indica che lo spettatore sarebbe stato pronto e magari desideroso di informazioni in più nell’intervista, o di altre inquadrature del prodotto, o di altri test per visualizzare le caratteristiche sul campo…insomma desiderava saperne di più ma il nostro video si è fermato prima.

Allora, secondo me non esiste la durata perfetta semplicemente perché la sensibilità e il desiderio di informazioni non sono gli stessi per tutti e quindi la stessa clip lunga per alcuni potrebbe essere giusta per altri e quindi il mio consiglio è semplicemente di farsi guidare dalla contenuto, quando c’è qualità nelle informazioni, quando c’è qualità nella forma ci si può “prendere” qualche secondo o minuto in più, per non lasciare “a bocca asciutta” quello spettatore interessato.

Qualche settimana fa c’è stato un evento per parlare di tradizioni, sapori, dialetti, turismo che ruotano  intorno a Pietranico, con la presentazione di una mostra fotografica dell’amico Gianni Iovacchini e di un libro “stà mbàccie alla Maièlle” di Marco De Luca Radocchia.

Ero da solo a documentare questo evento e allora ho deciso di realizzare 2 contenuti:

una diretta di un’ora utilizzando Smartphone, carrello motorizzato, doppio microfono lavalier a cavo (uno per il conduttore e l’altro che passava di ospite in ospite)

una clip di un minuto utilizzando un secondo Smartphone e un gimbal Osmo Dji 3 solo immagini musica e poco parlato “rubato” dagli interventi dei relatori.

Nei post sui social il contenuto breve rilancia la diretta per chi volesse approfondire i contenuti e resta una clip per tutti gli altri che vogliono solo avere un’idea di quello che c’è stato nella serata. (https://fb.watch/v/1dcl8ogFM/)

Allora per concludere questo articolo sulla durata, io credo che l’attenzione debba essere sul contenuto, sulla qualità di quello che “si dice” e di quello “che si vede”, il resto sono solo strategie (mutevoli) delle piattaforme social:

Pensa al tuo prodotto video, pensa al tuo target principale, non potrai accontentare tutti ma almeno sarai sicuro di non aver tralasciato informazioni e aspetti interessanti del tuo prodotto!